Un libro tra le mani, con la copertina rossa.

la grazia che cammina nei suoi vent'anni, lungo la ferrovia abbandonata.

Anonimo ha chiesto: qual è il tuo nome ?

Buffo, un anonimo che chiede di conoscere il nome. Sono sempre stata dell’avviso che nel presentarsi una persona regali a chi l’ascolta un pezzetto di sé. Il nome è una cosa personale, ci si chiama per nome tra amici e parenti, è una parola che racchiude tanti particolari del tuo racconto personale. Non ho problemi a dirtelo, mi piace condividere storie anche con chi ancora non conosco: Giulia, io mi chiamo Giulia. E sarei felice di poterti salutare con un nome diverso da quello con cui ti firmi qui. 

Mi sale in gola, mi arriva alle labbra. Sento tutto l’amore possibile lì, sul viso, tra le braccia.Lo sento e all’improvviso mi blocco. Quante volte, quante volte sono stata sul punto di dirtelo e invece sono scoppiata a piangere. Chissà perché, chissà come mai.  Sarà che è troppo, tanto intenso che spesso mi strozzo e tutto insieme sale su e non ce la faccio. Perché amare è bello. Amarti ogni giorno è ciò che dà colore e vita alle mie giornate.

Comunque la famiglia si allarga, tra poco arrivano i due cuginetti dalla freddissima Russia. Mamma piange di gioia; zio sta imparando a giocare a pallone; la nonna si emoziona a guardare le foto; nonno ancora non ha realizzato; la zia va su e giù con giochi e documenti; Emiliano ancora non lo sa, ma li vedrà presto e io, oltre che ad essere già piena d’amore, mi sto riguardando tutti gli Spiderman che hanno prodotto fino ad ora. Dobbiamo farci trovare pronti.

Sergey, Vladimir: siete bellissimi. E noi vi stiamo aspettando.

Non sono fotogenica, non vengo molto bene nelle foto. Questa però l’adoro, e non per il tempismo nel girarmi a guardare mio fratello mentre parte lo scatto. 
La amo perché quella felpa è bella e calda. E non è mia.

Non sono fotogenica, non vengo molto bene nelle foto. Questa però l’adoro, e non per il tempismo nel girarmi a guardare mio fratello mentre parte lo scatto. 

La amo perché quella felpa è bella e calda. E non è mia.

Il contenuto è quello che è, a me interessa che ti arrivi il messaggio. Forte e chiaro. Mi sono dimenticata di aggiungere che quando ti ho salutato è uscito fuori il primo, vero sorriso della giornata. Mi sono dimenticata di dirti che il passato è passato, in qualche modo è servito, pur facendo male. Adesso sta a me tornare a credere in ciò che sono. Non sarà semplice, ma dividerò il viaggio con te e sono sicura che non sarò sola. Scrivo tutto questo perché nelle parole si nascondono meglio le emozioni, messe nero su bianco bruciano di meno. Te le ripeterò anche a voce, se serve, te le dirò ancora tutte le volte che vorrai. Per ora mi sento solo di dirti che ti tengo stretto, che non ci sono spazi vuoti tra le dita, c’è calore nel petto e persino qualche vecchia farfalla che sbatacchia tra le costole. A distanza, e fai questo effetto. Fai sempre questo effetto. Sorridi, io sto ridendo per te in questo momento, anche se non mi vedi e non posso starti vicino. Oggi mi sono svegliata con in mente Firenze, Vienna, Vada, persino un po’ di Pisa. E Londra, Londra. è bello pensare agli angoli di mondo dove siamo stati insieme, è bello aspettare il momento che arriva dopo e non sai che c’è.  Tu non te ne rendi conto, ma ogni volta mi ricordi che, in qualche strano modo, anche una come me può essere amata. Volevo dirti questo, aggiungere peso al mio silenzio. E concludere che ti amo, ti amo. Vorrei che avessero inventato parole più belle e meno sfruttate di queste per farti capire quanto.

Anonimo ha chiesto: Sono tornato alla carica! Complimenti all'omo, ha dato una risposta degna di rispetto, glielo concedo. Ma non creda che bastino solo tre paroline dolci a fermarmi. Parto subito in quarta con una domanda fondamentale: non ti pesa tutta questa distanza? Quali sono le cose che ti rattristano di più?

Ma sai che stavo in pensiero? Mi domandavo quando saresti tornato a movimentare un po’ le cose, oh bravo!Ormai mi sento sempre più messa da parte, c’è in corso una battaglia di testosterone qui che mi tiene alle strette ogni mossa che faccio, aiuto. Non contando poi che tra tutti dovrei essere io quella a dire due paroline a entrambi, ma ok. Dunque, se mi pesa questa distanza? Oh cavolo, certo che sì!Ci sono giorni che salterei sul primo aereo disponibile, la farei anche a nuoto se potessi. Stare lontani, imparare a conoscersi e continuare a stare insieme è stata una bella sfida, per entrambi. Un lato positivo del non stare vicini è che ci ha permesso di imparare ad amarci a piccoli passi: non c’è stato subito l’aspetto fisico, prima sono venute le lunghe telefonate, l’attesa, il momento dell’abbraccio del ritorno. Tutte cose bellissime che conservo dentro come i migliori tra i ricordi, che non cambierei. Per il resto, è logico, vorrei essere lì e viceversa. Vorrei poter allungare una mano e trovarlo vicino a me; ridere insieme; parlare per delle ore interminabili, anche di cose sceme; vederlo giocare alla play e fare il tifo per lui; addormentarmi e stringerlo fra le braccia per sentirlo tutto intorno a me, a contenermi. Mi sento così patetica a scrivere queste cose. Dovrei essere più spigliata, meno romantica. Dovrei smetterla con le botte di malinconia e pensare che anche lui magari si sente così, che la devo piantare di monopolizzare la scena e fare la femminuccia. Ho accanto una persona meravigliosa, la paura di perderla è tanta ma confido in lui. Ci sarà tempo per il resto. Al momento sto portando avanti la mia vita e sto raggiungendo i traguardi che mi ero prefissata, sono felice. E sono anche tanto contenta che lui si stia realizzando, se lo merita. Non posso chiedere di più, è ciò che va fatto. Per cui, sì: ci sono giorni in cui mi trovo con le lacrime agli occhi quando vedo passare una coppia per mano, giorni che in cui sto male e mi sento sola. Ma va bene, fa tutto parte della sfida. Quello che c’è è qualcosa di più grande, più importante, lo voglio proteggere ad ogni costo. Non mi sarei mai imbarcata in questa situazione se non fossi stata così innamorata da volerci provare, avrei mollato tutto e lasciato stare. Ne vale la pena, per me ne vale eccome. Quanto a lui, spero sia lo stesso, spero non abbia mai rimpianti per avermi incontrata. In quel caso, ci sono sempre  le mie di braccia a tenermi su: mi sono abbandonata già una volta e fa male, da morire. Adesso non sono più disposta a lasciarmi cadere. 

è bello tenersi stretta, sentirsi dentro questo paio di braccia. Non sono il tipo ideale, ho così tanti difetti che non si contano sulle dita delle mani. Però sono io, la mia realtà. è bello stringersi e sentire che, nonostante tutto, ci sei e non ti lasci andare.

Ed è così, per una vita intera ho osservato il cielo sbagliato. Poi mi sono accorta che le nuvole dentro i tuoi occhi sono più soffici di tutto il resto.

Lo so che magari è un dubbio stupido, che forse è solo il pensiero insicuro delle dieci di stasera, però…

Ma sei certo che adesso, dopo mesi di conoscenza, dopo giorni di distanza, dopo le mie lacrime stupide, la timidezza atroce, l’imbranataggine nel farsi conoscere dagli altri, sei certo che io sia quella giusta? Quella adatta abbastanza da renderti felice? Mi sento così tanto fuori posto. Non preferiresti qualcuna più aperta, solare, una persona vicina a te anche fisicamente? Sarebbe normale pensarlo, sarebbe la cosa più ovvia. Ogni giorno che mi sveglio, apro gli occhi e sento il telefono che squilla mi domando se sia possibile essere così entusiasti, se sia giusto abbandonarsi come faccio. Potresti avere chiunque e ti accontenti di me, della seconda scelta, della ruota di scorta. è come se avessi sfilato il primo premio di mano alla vera vincitrice, una vincitrice che non conosco e che temo perché so che da un momento all’altro potrebbe arrivare qui e chiederti indietro. E io, oh, ma a chi voglio darla a bere? Sì, se al bando ci fosse la tua felicità magari sfilerei pure le dita, ti lascerei andare via. Razionalmente dovrei fare così. Ma la verità è che ti voglio per me sola. Anche a distanza, anche con migliaia di chilometri nel mezzo: ci sarebbe la consapevolezza che stai bene, che sei completo. Che sei completo con me. 

Our love.

Our love.

(Fonte: niggasinsofia, via niggasinsofia)